Le modifiche al ravvedimento operoso non si applicano al diritto annuale CCIAA: Nota MISE

Con Nota 6 febbraio 2015, n. 16919, il MISE ha chiarito che le modifiche apportate dalla Legge di Stabilità 2015 alla disciplina del ravvedimento operoso di cui all'art. 13, D.Lgs. n. 472/1997:riguardano i soli tributi amministrati dell'Agenzia delle Entrate e non trovano applicazione per il diritto annuale CCIAA, regolamentato dall'articolo 6, Decreto n. 54/2005 che non deve ritenersi, quindi, automaticamente modificato dalle novità intervenute.

Licenziamento per abbandono del posto di lavoro ed invio di certificati medici falsi

In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, che abbandona il posto di lavoro senza giustificazione e che invia successivamente falsi certificati medici. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 3129 del 17 febbraio 2015, ha precisato che il recesso del datore è giustificato, in quanto il comportamento del lavoratore si configura come un grave inadempimento, in violazione dei doveri di correttezza e di tempestiva informazione delle circostanze impeditive della prestazione.

Sicurezza sul lavoro: chiarimenti ministeriali sui sistemi di protezione contro le cadute dall'alto

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali congiuntamente al Ministero delle Infrastrutture e al Ministero dello Sviluppo Economico, con la Circolare n. 3 del 13 febbraio 2015, sono intervenuti in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, nel caso di svolgimento delle attività in quota.In particolare la circolare in esame è intervenuta fornendo chiarimenti sull'utilizzo dei dispositivi di ancoraggio per la protezione contro le cadute dall'alto, in riferimento ai dispositivi installati permanentemente e non permanentemente.

Licenziamento: illegittimo in caso di contestazione tardiva anche se legata alla complessità delle indagini

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento espulsivo comminato al lavoratore, il quale giunga a distanza temporale eccesiva rispetto ai fatti contestati.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 2902 del 13 febbraio 2015, ha precisato che il principio di immediatezza della contestazione, volto a garantire il diritto di difesa del lavoratore, non può subire deroghe, nemmeno nel caso di provate e complesse indagini da parte del datore, necessarie per giustificare il provvedimento espulsivo.

Niente condanna del datore se non è indicata l'omissione commessa nelle misure di sicurezza

In tema di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che ai fini della condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno nei confronti del lavoratore infortunatosi, quest'ultimo deve almeno allegare l'omissione commessa dal datore nella predisposizione delle misure necessarie ad evitare l'incidente occorsogli. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n.

Interposizione fittizia di manodopera: le retribuzioni non corrisposte vanno chieste al reale utilizzatore

In materia di interposizione fittizia di manodopera, la Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di mancato pagamento delle retribuzioni ed eventualmente delle somme a titolo di TFR, i dipendenti saranno legittimati a richiedere quanto di loro spettanza all'imprenditore reale utilizzatore delle loro prestazioni e non all'interposto.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n.

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