Mansioni superiori: 'salvano' dalla procedura di mobilità solo se svolte in via non sporadica

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 10843 del 26 maggio 2015, afferma che è corretto inserire nella procedura di mobilità la lavoratrice che svolge saltuariamente mansioni superiori, nel caso in cui la dipendente, pur svolgendo mansioni promiscue, sia addetta con particolare incidenza a quelle a lei assegnate.Nella fattispecie, la lavoratrice impiegata come addetta alle pulizie in una casa di riposo, aveva impugnato il licenziamento collettivo perché svolgeva saltuariamente mansioni di assistente tutelare.

Semplificate le dichiarazioni d'intento: Nota Agenzia delle Dogane

Con Nota 20 maggio 2015, n. 58510/RU, l'Agenzia delle Dogane ha illustrato le nuove semplificazioni apportate al sistema delle dichiarazioni d'intento.In particolare, l'Agenzia delle Dogane ha reso noto che, a decorrere dal 25 maggio 2015:è possibile utilizzare un'unica dichiarazione d'intento per più importazioni;gli operatori sono dispensati dalla consegna in Dogana della copia cartacea della dichiarazione d'intento.

Cinque per mille, elenchi definitivi

Con Comunicato stampa 25 maggio 2015, l'Agenzia delle Entrate, ha reso noto che sul proprio sito internet sono stati pubblicati gli elenchi definitivi degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, aggiornati e integrati rispetto a quelli pubblicati lo scorso 14 maggio.L'Agenzia precisa che sale a 49.971 il numero degli iscritti agli elenchi per l'ottenimento del 5 per mille.

Cassazione: ai fini dell'omissione contributiva, il DM10 prova l'avvenuto pagamento delle retribuzioni

Con Sentenza n. 21619 del 25 maggio 2015 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito all'utilizzo del DM10, oggi flusso Uniemens, come strumento provante l'avvenuta corresponsione delle retribuzioni spettanti.In particolare, la Suprema Corte ha affermato che l'avvenuto invio telematico della denuncia contributiva mensile vale come prova dell'avvenuta corresponsione delle retribuzioni spettanti e, nel caso di specie, del conseguente omesso versamento contributivo.

Niente licenziamento per contestazione generica al dipendente

In tema di licenziamento disciplinare, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente, al quale non vengono specificate le norme violate nella contestazione.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10727 del 25 maggio 2015, ha chiarito che, ai fini dell'esercizio del diritto di difesa da parte del lavoratore, dal capo d'incolpazione devono risultare non soltanto il fatto addebitato, ma anche una precisa descrizione dello stesso in modo che sia chiara la sua riconducibilità ad una regola determinata.

Approvati in via definitiva 204 modelli per gli studi di settore: Provvedimento

Con Provvedimento 22 maggio 2015, l'Agenzia delle Entrate ha approvato 204 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore da utilizzare per il periodo di imposta 2014.In particolare, i modelli tengono conto dei correttivi anticrisi previsti dal D.M. 15 maggio 2015, pubblicato sulla G.U. 21 maggio 2015, n.

Reverse charge, non si applica alla grande distribuzione

La Commissione europea, il 22 maggio 2015, ha annunciato la bocciatura del reverse charge nel settore della grande distribuzione.Tale misura era stata prevista con Legge di Stabilità 2015 nell'art 17, comma 6, D.P.R. n. 633/1972, nuova lettera d-quinquies), in base alla quale dal 1° gennaio 2015 il meccanismo dell'inversione contabile si sarebbe applicato anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari.

No al licenziamento del lavoratore in prova adibito a mansioni diverse da quelle concordate

In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore che durante il periodo di prova viene adibito a mansioni diverse da quelle convenute nel contratto.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10618 del 22 maggio 2015, ha chiarito che ai fini della valutazione dell'esito dell'esperimento rilevano le mansioni espressamente richiamate nel patto di prova inserito nel contratto, rispetto alle quali il datore deve provare il mancato superamento del periodo di sperimentazione del rapporto.

IL TEMPO DETERMINATO COME SOSTEGNO ALL'OCCUPAZIONE

Con la stipula del nuovo contratto collettivo del commercio firmato lo scorso marzo da Confcommercio imprese per l’Italia e dalle principali sigle sindacali è stato introdotto l'istituto del "contratto a tempo determinato di sostegno all'occupazione".

Non si tratta di una nuova tipologia contrattuale ma diun “normale” contratto a tempo determinato con durata di 12 mesi (senza possibilità di prevedere durate inferiori) e che potrebbe rappresentare una buona opportunità per le imprese del settore.

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